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Sfogo notturno di una nipote ingrata.
Sento così tanta pressione su di me, ogni volta che viene qualche parente dalla Sicilia, perché sembra sempre che io non possa rispondere alle loro aspettative. Mi guardano con disprezzo e, non lo so… Questa cosa mi distrugge. Non voglio soffrire così per gente a cui non tengo minimamente. Non vi meritate il mio amore, se non siete interessati in nessun modo alla donna che sono diventata. Posso offrirvi molto più di quanto non potevo fare dieci anni fa. Datemi almeno una dannata possibilità.
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Voglio crescere e diventare una persona migliore.
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Appunti di viaggio
Dopo due giorni assolutamente deliranti e due notti di seguito a far mattinata, riconsidero la possibilità di passare la notte a casa mia in solitudine e mi ritrovo a pensare che una famiglia, in certi caso, e’ proprio quello che ci vuole.
Dopo una settimana di mare con sorellina adolescente in perenne lotta con la madre e genitori in perenne lotta l’uno con l’altro (all’alba del loro venticinquesimo anno di matrimonio) penso che la famiglia non te la scegli ma gli amici si’ e tendo ad optare per i secondi.
Dopo ventun’anni di vita in questo mondo e’ strano pensare alle relazioni particolari intrecciate nelle ultime settimane. Mi sento vecchissima e giovanissima allo stesso tempo e mi sento inadeguata in ogni età..!
Qualcuno mi ricordi di sviluppare quest’ultimo tema più approfonditamente in futuro. Qualcun’altro dica al mio gatto che le coccole a comando non esistono neanche nel giardino del Re.
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Home Sweet Home
Casa significa Internet.
Casa significa acqua tiepida. Non bollente né ghiacciata. TIEPIDA.
Casa significa una camera con vetri oscurabili così che ci si possa svegliare alle sacrosante 9 del mattino e non appena fa luce!
Casa significa un gatto grasso come una balena che vuole le coccole nei momenti meno indicati.
Casa significa montagne di vestiti sporchi da lavare.
Casa significa fare la spesa.
Casa significa mettere in ordine.
Casa significa piegare la biancheria precedentemente lavata.
Casa significa AFA.
Casa significa una festa da organizzare! ♥
Casa significa ricominciare a studiare.
Però, tutto sommato è stata la settimana di vacanza rilassante di cui avevo bisogno! Dopo essermi praticamente eclissata per un mese buono, torno un po’ più carica. Gli esami sono andati tutti egregiamente
e ringrazio la qualsivoglia entità superiore che ci ha sicuramente messo del suo (Grazie! ♥)ed ora, dopo un paio di giorni di riassesto casalingo, riprenderemo lo studio matto e disperatissimo leopardiano per l’ultima grande corsa pre-tesi!Nel frattempo, sono arrivati oggi i moduli del JLPT (Japanese Language Profieciency Test) di quest’anno. Oltre a quello, nei prossimi mesi ho grandi progetti per il futuro! Ho lasciato queste pagine un po’ sfiduciata e con tanti dubbi: torno dalle vacanze un po’ più coraggiosa e, forte di una sessione d’esami portata a termine con successo, anche più sicura di me! Venezia, da qui a due anni sarò nelle tue materne braccia (???). Per ora, comunque, ho una festa da organizzare e vi lascio così, con un post di ritorno più sconclusionato che mai! Così, per ricominciare, insomma..!
@_@”
MM
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L’invidia è una brutta bestia.Voglio saper suonare come lui, come Tay, come T., come M. ed I. Voglio saper suonare, cantare, scrivere, disegnare. Voglio mettere a frutto l’esperienza di vita che sto piano piano accumulando!
Solo che… non sarò mai brava abbastanza. Sono capace solo di esprimermi attraverso cose mediocri e anche un po’ noiose come delle stupide presentazioni Power Point per degli esami universitari un po’ inutili…
Aaaah…
MM
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Londra
E’ che mi capita così di rado di avere una sensazione così FISICA sulla pelle, un ricordo così limpido e chiaro. Non so come, senza motivo, senza alcuno stimolo interno o esterno, stasera penso a Londra.
E mi viene da piangere a pensarci perché Londra l’ho lasciata odiandola, senza salutarla quasi, come a dire sdegnata “Non lascerò che tu rovini la mia vita” ed ho smesso di pensarci, non mi piace parlarne e non lo faccio mai
(anche perché Londra è un posto così IN, sembra quasi che uno ci vada perché è di moda e che lo racconti per farsi bello davanti agli amici e no, non è il mio caso). Ho lasciato Londra una volta senza sapere sarebbe stata l’ultima e così ho deciso che me la dovevo meritare la mia chance laggiù, che quella città doveva diventare la MIA Londra, nonostante tutto. Il risultato non è stato brillante. Per niente. D:Amo Londra in ogni piccolo dettaglio e la odio in ogni piccolo dettaglio. Amo le case tutte uguali, tutte in fila, tutte di mattoni, tutte scale e tutte piccole e vissute. Amo le vie, grandi e trafficate, i parchi che spuntano dove meno te lo aspetti, amo la mia fidata cartina, amo le biblioteche, le biblioteche di Londra che sono state la mia salvezza due estati fa. Odio di Londra la grandezza, la solitudine. Odio di Londra tutti quei maledetti Subways e Mc Donald’s e Boots e Tesco e qualunque altra catena di vattelappesca dove ho provato senza alcun risultato a trovare un lavoro, in quella maledetta estate. Odio di Londra in senso di colpa e il disprezzo per me stessa che mi prende ripensando a Santiago e a tutta la gente che ho lasciato lì, IN QUEL MODO.
Odio di Londra il fallimento.
Però mi manca, stanotte, e piango sui parchi, sulla luce, sulla metropolitana affollata, sui giornali, sulle fermate dell’autobus di notte, sull’aspettativa, sull’ansia, sulle camere d’ostello, sulle chiavi di un armadietto in cui hai stipato tutto. Oh, Londra, ho promesso a me stessa che tornerò da te, ma che quando tornerò lo farò da vincitrice. Non ho voglia di rinunciare a questa sensazione di rivalsa quindi, per ora, dovrò tirare fuori la mia scatola e guardare tutto ciò che di te mi è rimasto perché non se ne parla di farsi sconfiggere.
Prima il Giappone, poi l’America e poi la Scozia, Berlino, Praga, Copenhagen. Londra, aspettami!
MM -
Pazienza
Non sono mai stata una persona paziente, da che io riesca a ricordare. Mi piace pensare che la colpa non sia mia ma della società che così mi ha educato, perché proprio non ce la faccio a non volere TUTTO E SUBITO.
Ultimamente penso spesso a questa mania che mi ha preso di voler imparare a suonare il violino.
Ci penso ed ho paura perché non mi fido di me stessa, ho paura che possa essere solo un capriccio e che la voglia mi passerà alla prima difficoltà(che, visto il soggetto delle mie attenzioni si preannuncia molto molto molto vicina). Ho tanta paura di non essere abbastanza determinata e poi penso al Giapponese, che ho desiderato studiare per più di sette anni prima di ritrovarmi in un’aula universitaria con una Sensei a darmi lezione. Mi piacerebbe avere abbastanza pazienza anche per quanto riguarda questospasmodico bisogno di unviolino così che io possa provare che la mia è una passione genuina e che, qualunque difficoltà mi trovi ad affrontare, vorrò sempre imparare a suonare questo strumento, no matter what.Non so, non mi piace non avere fiducia in me. Se io per prima non mi do merito, nessun altro lo farà per me. E’ solo che amo darmi il beneficio del dubbio…
MM
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[Flash 9 is required to listen to audio.]
Eva Cassidy’s cover of Sting’s Fields of Gold.
I truly worship this particular cover, thanks to(or because of)Terry Moore and his SiP!Let’s be a little bit nostalgic, tonight! ♥
MM
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Meno cinque..!
Sono così stanca che sono seriamente tentata di andare a letto alle dieci di sera! XD; Anche perché domani mi devo svegliare presto per il lavoro e lo studio matto e disperatissimo (finalmente monotematico) per Lingua Giapponese 3!
(So che può sembrare surreale ma NON VEDO L’ORA DI COMINCIARE! Sono esaltatissima alla sola idea! ♥)In ogni caso, ho finalmente finito in bellezza il mio percorso di Letteratura Giapponese ed ora rincontrerò la cara prof S. solo per la tesi.
Anche se solo e Tesi nella stessa frase non hanno senso di essere ma tant’è.E così, a poco a poco ci avviciniamo alla tanto agognata fine degli esami e alla meno agognata VITA VERA! zanzanzaaan!!!Qualcuno di molto intelligente che in questo momento non mi sovviene (ma molto probabilmente P.) mi ha consigliato di provare con il Servizio Civile l’anno prossimo. Io… io ci provo, sapete? Penso che si un altro buon modo per reinventarsi e provare ad approcciarsi al lavoro, così, in simpatia. Chissà un futuro datore di lavoro serio cosa penserà di me… Io, più ci penso, più mi vedo adatta al lavoro Statale, ossia al lavoro fancazzista per eccellenza…
Si vedrà, mondo, si vedrà.
[La banalità e la ripetitività dei miei post, ultimamente, accresce il mio male di vivere! XD;]
MM
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Noi siamo re, ma crediamo di essere mendicanti.
– E. Severino